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SUSHIN (SUstainable fiSH feeds INnovative ingredients): nuovi ingredienti nei mangimi per le specie ittiche in Italia

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SUSHIN – SUstainable fiSH feeds INnovative ingredients, un progetto inizialmente triennale, poi prolungato per la lunghezza di circa 4,5 anni a causa della pandemia, su base competitiva e finanziato da AGER, ha affrontato la ricerca di nuovi ingredienti da utilizzare nei mangimi per le principali specie ittiche allevate in Italia al fine di migliorare l’alimentazione con l’introduzione di diete innovative per branzino, orata e trota, andando a prendere in considerazione fonti proteiche di alta qualità, dai sottoprodotti di origine animale fino alle biomasse di cianobatteri e farine di insetti.

Il profilo nutrizionale del prodotto, la sicurezza alimentare, l’impatto ambientale dello stesso sono solo alcuni dei temi di grande interesse affrontati, oltre alla transizione proteica, bioeconomia circolare, efficientazione dell’acquacoltura. Le conclusioni del progetto hanno portato a dei risultati e delle indicazioni rilevanti sotto il profilo zootecnico, fisiologico ed economico.

Si è trattato di un lavoro volto al miglioramento della sostenibilità dell’allevamento ittico nella sua più ampia accezione, a cui hanno partecipato sette partners, il Dipartimento di Scienze Agroalimentari Ambientali e Animali dell’Università di Udine, coordinatore del progetto sotto la guida del Prof. Emilio Tibaldi e del suo gruppo di lavoro, l’Università di Firenze con il Dipartimento DAGRI, condotto dalla Prof. Giuliana Parisi ed il Prof. Mario Tredici, il Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente dell’Università Politecnica delle Marche con capofila il Prof. Ike Olivotto, l’ISPRA sezione acquacoltura di Roma con la Dott.ssa Giovanna Marino come responsabile scientifico, la Fondazione Edmund Mach con il Dott. Filippo Faccenda e la Dott.ssa Francesca Fava, e poi l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise “Giuseppe Caporale”, con il Prof. Francesco Pomilio e la Dott.ssa Federica Di Giacinto, ed il CREA con la sezione zootecnia ed acquacoltura di Monterotondo (RM).

Nel complesso il progetto ha coinvolto circa 100 tra ricercatori strutturati, assegnisti, borsisti, e laureandi, tutti affiancati da collaboratori tecnici di laboratorio e amministrativi.

Il progetto SUSHIN  lascia un indelebile ricordo per proiettare nel futuro e mettere a frutto i risultati ottenuti con le ricerche.

Si tratta del riconoscimento di un premio a due giovani ricercatori, il dott. Matteo Zarantoniello dell’Università Politecnica delle Marche e il dott. Francesco Casarano dell’Università di Udine, che hanno studiato nuovi mangimi sostenibili per dare forza e sviluppare l’acquacoltura italiana.

Clicca qui per saperne di più e visualizzare la cerimonia di premiazione.

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