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12/10/2016

Se una sostanza cambia l’aspetto del prodotto ittico devo saperlo?

Negli ultimi anni Eurofishmarket ha ripetutamente svolto ricerche in merito a trattamenti leciti ed illeciti sui prodotti ittici al fine di comprendere le “tendenze” del mercato. Sicuramente sono stati i consumatori stessi, ricercando prodotti sempre più belli dal punto di vista esteriore, ad aver spesso “favorito” l’uso o l’abuso di coadiuvanti ed additivi più o meno leciti. Ne sono dimostrazione l’utilizzo dei solfiti, ammessi dalla norma ed utili innanzitutto ad evitare la poco gradita macchia nera sulla testa dei crostacei. Così come l’uso di altri additivi non autorizzati al fine di mantenere sempre rosso acceso il colore del tonno pinne gialle (vedi soprattutto monossido di carbonio e nitrati) e così via o l’abuso dell’acqua ossigenata per migliore illegalmente l’aspetto del pesce azzurro o l’utilizzo sempre di quest’ultima come coadiuvane autorizzato per sbiancare i molluschi cefalopodi decongelati.
Dopo qualche mese dalla petizione in concomitanza della “legalizzazione” dell’utilizzo dell’acqua ossigenata, Eurofishmarket richiama, questa volta in occasione degli ultimi allarmismi sul “Mal di sushi”, alla necessità di avere maggiore trasparenza da parte dei produttori e dei distributori riguardo alla materia prima che producono /distribuiscono, alla necessità di avere più ricerche utili a trovare delle metodiche analitiche per identificare le nuove sofisticazioni ed alla necessità di fare/dare maggiore informazioni ai consumatori per consentirgli una spesa più consapevole anche in materia di prodotti ittici.
Dopo i cefalopodi “sbiancati” dunque Eurofishmarket risolleva l’attenzione su uno dei prodotti ittici più commercializzati in Italia ossia sul cosiddetto “tonno”. Cosiddetto perché per la normativa vigente la denominazione di “tonno” è riservata al “tonno rosso” che in Italia è quasi introvabile in commercio. Al contrario, protagonista assoluto dei sushi restaurant ma anche di molti ristoranti così come delle pescherie, è il tonno a pinne gialle. Quest’ultimo è della stessa famiglia del tonno rosso ma è meno pregiato e non vive nel nostro mare. Inoltre la maggioranza dei consumatori e dei ristoratori si sono abituati ad un colore, innaturalmente, rosso vivo delle sue carni e dunque sono sempre più frequenti sul mercato tranci di tonno a pinne gialle di scarsa qualità e trattati con additivi non ammessi. Dunque la necessità di trovare delle metodiche analitiche utili a rintracciare questi ultimi ed una maggiore informazione e sensibilizzazione ai distributori che oggi scelgono per lo più il “tonno” in base al prezzo più basso, al colore più bello ed alla shelf life più lunga. A questo scopo Eurofishmarket rilancia la petizione “Se una sostanza cambia l’aspetto del prodotto ittico devo saperlo?” chiedendo a tutti gli attori coinvolti nella filiera ittica di aiutare le aziende che producono e distribuiscono prodotti ittici naturali al fine che non subiscano una concorrenza sleale per un mercato ed un consumo più consapevole e più trasparente.

»Firma la petizione

»Leggi anche dossier additivi Eurofishmarket n.19/2013



   



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